L'albero
tra le trincee
racconta il viaggio di Paolo Rumiz lungo i sentieri della prima
guerra mondiale.
Lungo “il” fronte (non più “la” fronte, come volle
Mussolini) in cui si scontrarono italiani e austriaci.
Nel 2013, con l'aiuto di un bastone munito di una punta sottratta a un'arma nemica, il giornalista della «Repubblica», accompagnato dal regista Alessandro Scillitani, ripercorre i camminamenti a strapiombo sul vuoto tracciati dai nostri soldati ed entra nelle «fortezze incavernate» scavate nelle montagne.
Da triestino, «figlio bastardo di una città austriaca per quattro secoli», Rumiz incontra testimoni, storici e “recuperanti” di resti e cimeli di un conflitto che l'Impero pensava di risolvere con qualche colpo di artiglieria. Beffa nella tragedia, lo scontro sul fronte orientale avrebbe potuto davvero concludersi in poche settimane. Gli austriaci erano pochi. Sembravano molti perché si spostavano in continuazione. Ma gli italiani non lo sapevano. Così ebbe inizio la guerra di logoramento, ma anche di massacri pianificati.
Nel 2013, con l'aiuto di un bastone munito di una punta sottratta a un'arma nemica, il giornalista della «Repubblica», accompagnato dal regista Alessandro Scillitani, ripercorre i camminamenti a strapiombo sul vuoto tracciati dai nostri soldati ed entra nelle «fortezze incavernate» scavate nelle montagne.
Da triestino, «figlio bastardo di una città austriaca per quattro secoli», Rumiz incontra testimoni, storici e “recuperanti” di resti e cimeli di un conflitto che l'Impero pensava di risolvere con qualche colpo di artiglieria. Beffa nella tragedia, lo scontro sul fronte orientale avrebbe potuto davvero concludersi in poche settimane. Gli austriaci erano pochi. Sembravano molti perché si spostavano in continuazione. Ma gli italiani non lo sapevano. Così ebbe inizio la guerra di logoramento, ma anche di massacri pianificati.
